SALUZZO
PROFILO STORICO

Di antichissima origine, è citata per la prima volta in un documento del 1028. Nel 1142 ha inizio il marchesato di Saluzzo, con Manfredo I, figlio di Bonifacio del Vasto. Il piccolo stato, che vivrà indipendente fino al 1548 ha un periodo di grande splendore col marchese Ludovico II che vi introduce l'arte tipografica, promuove la lingua italiana, batte moneta e raduna alla sua corte artisti e letterati.
L'esistenza politica del marchesato saluzzese cessa in seguito alla sua conquista da parte francese. Nel 1588 passa sotto il dominio dei Savoia e da questo momento segue le sorti del Piemonte sud-occidentale.
Il maggior fascino di Saluzzo risiede nel suo centro storico, ancor oggi racchiuso nei resti del tracciato delle sue antiche mura, nelle quali si aprono le porte di S.Maria e di Porta Vacca, rispettivamente in Piazza Risorgimento e alla fine di Corso Italia, che collegano la parte bassa con la parte alta della città, attraverso la piazzetta di S.Maria, Via Palazzo di Città e altre strette vie che salgono al municipio e verso il castello.
I monumenti che rendono Saluzzo una cittadina molto interessante sono: la Cattedrale, costruita dal 1491 al 1501 fuori le mura, la chiesa di S.Giovanni, iniziata nel 1281 ed ampliata nei secoli successivi, Casa Cavassa, tipica residenza signorile del 400, conservata intatta con notevoli saloni, mobili, soffitti e logge, che ospita il Museo Civico ed i cimeli e ricordi di Silvio Pellico. Il Castello che fa da scenario di chiusura alla "Salita al Castello" tutta fiancheggiata da case medioevali di rara bellezza, i Portici Scuri di Via Volta, larghi, bassi e tenebrosi. La Torre Comunale (antico palazzo del Comune) e il campanile di S.Giovanni rimangono il simbolo della città. Interessante anche l'antica fontana della "Drancia", di fronte al castello.
Nel XVII secolo la città vede sorgere sulla collina a sud-ovest numerose ville per opera di nobili torinesi e genovesi. Per arredare questi insediamenti signorili, ha inizio a Saluzzo la lavorazione del "Mobile d'arte" che fa ancora oggi della città uno dei maggiori centri artigianali nazionali, con centinaia di botteghe e laboratori.
In tempi recenti codesto artigianato è stato valorizzato dall'ingegnosità di maestri moderni, che hanno creato una nuova tradizione di gusto e di stili. Importanti appuntamenti sono così le due rassegne specializzate che da anni la città propone: in maggio la mostra nazionale dell'Antiquariato e, a settembre, la Mostra Mercato Nazionale dell'Artigianato Artistico e dell'Antiquariato.
La città oggi in pieno sviluppo aziendale e commerciale, ha una biblioteca, un nuovo Istituto Professionale, il Liceo Classico e Scientifico, un Istituto Magistrale, un Istituto Statale d'Arte, una scuola civica di musica, un museo civico in Casa Cavassa. Sviluppatissima è l'agricoltura a carattere intensivo (frutteti e allevamento del bestiame).
Il volto della città è da scoprire per coglierne lineamenti antichi e moderni di apprezzabile valore umano.

NUMERI UTILI

Uffficio turistico  017546710
Museo civico  017541455
Biblioteca civica  017543559
Palasport  017547090
Piscina comunale  0175249798
Guardia medica  0172711417
                         1478817817

MANIFESTAZIONI

FESTA DI SAN CHIAFFREDO
domenica 3 settembre
62ª MOSTRA NAZIONALE DI ARTIGIANATO, ARREDAMENTO E ANTIQUARIATO DI SALUZZO
dal 23 settembre all'8 ottobre 
24ª MOSTRA NAZIONALE DI ANTIQUARIATO DI SALUZZO
maggio 2001


NUMERI UTILI

Ufficio turistico  017221566
Museo Gipsoteca  0172712982
Biblioteca civica  017222727
Palazzetto dello Sport  017221548
Bocciodromo  017231734
Bocciodromo Vita Nova  0172715585
Piscina  0172711452
Guardia medica  0172711417
                         147888088

MANIFESTAZIONI

LE VIE DEI SAPORI   maggio
QUINTESSENZA   maggio
ESTATE IN CITTA'   giugno-luglio
OTTOBRANDO   settembre
20ª FIERA DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA
marzo 2001

SAVIGLIANO
PROFILO STORICO

Ricordata in un documento del 18 agosto 981 come "Villa Saviliani", Savigliano venne eretta a libero Comune nel XII secolo. Appartenne alternativamente agli Angioini, agli Acaja, infine ai Savoia che la scelsero spesso per vacanze e lunghe residenze. Per due anni, dal 1434 fu l'unica sede dell'Università piemontese. Il XV e XVII furono i secoli della Scuola artistica saviglianese che tramite Giovanni Antonio Molineri ebbe il merito di portare in Piemonte, e tra le prime in nord Italia, il realismo di Cravaggio.
Centro della città e luogo ideale da cui partire per una visita al centro storico è piazza Santa Rosa, uno degli esempi meglio conservati di piazza foranea medievale in Italia. La sua formazione risale al XII secolo, mentre degni di nota sono i portici romano-gotici, la cui estensione è tra le più vaste in Italia. Troviamo in tale piazza la Torre Civica di origine duecentesca, l'Arco trionfale e l'antico Palazzo di Città.
Attraverso l'Arco Trionfale si entra nel quartiere dell'aristocrazia; in via Sant'Andrea si trova la Chiesa Abbaziale di S.Andrea di fronte alla quale si trova Palazzo Taffini d'Acceglio, costruito nei primi anni del 1600.
Poco lontano è la Chiesa di S.M. della Pieve, edificata verso il Mille e ricostruita nel 1767. In via Jerusalem troviamo Palazzo Muratori Cravetta, esmpio unico di architettura manierista in Piemonte; proseguendo si giunge presso il Civico Teatro Milanollo (detto anche piccolo Carignano), costruito dall'arch. M.Eula nel 1834-1836 e intitolato alla due sorelle saviglianesi, celebri violiniste.
In piazzetta Molineri si trova l'antica Abbazia Benedettina di San Pietro. La chiesa di gusto romanico è stata modificata nel '600 da Giovenale Boetto. Percorrendo la pedonale via Tapparelli si giunge in piazza Cesare Battisti dove si trova la Confraternita della Pietà, la cui facciata, tutt'una con il campanile, si configura come un altare e richiama i prospetti delle chiese del Borromini.
Ville, palazzi, castelli, santuari, arricchiscono la laboriosa campagna circostante Savigliano. Verso Saluzzo si trovano la Villa privata della Viancina e, poco distante, nei pressi di una cascina, la Cappella Campestre di San Giuliano, con affreschi del '400 riproducenti le storie del Santo.
A circa sei chilometri verso Costigliole Sauzzo, la Villa del Maresco, residenza signorile del '500, è arricchita da curiosi affreschi coevi, opera dei fratelli Arbaudi, visibile solo esternamente. Verso la frazione Sanità, il Santuario omonimo, è interessante anche per una importante galleria di ex-voto. Di origine medievale sono i Castelli privati di Solere e Suniglia. Settecentesca è la villa Santa Rosa con il suo bel parco. L'antico Mulino di Suniglia, recentemente restaurato, offre un interessante spaccato di vita contadina.


ALBA
PROFILO STORICO
collage di foto
NUMERI UTILI

Informagiovani  017335580
Biblioteca civica e museo  0173290092
Palazzo mostre e congressi  0173362806
Teatro sociale  017335189
Canile municipale  0173362000
Palazzetto dello Sport  0173293237
Guardia medica  0173316316

MANIFESTAZIONI

70ª FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO
dall'1 al 22 ottobre 
25ª RASSEGNA DEI GRANDI VINI
aprile 2001


collage di foto
NUMERI UTILI

Ufficio turismo e manifestazioni  0172438324
Informagiovani  0172438341
Ente manifestazioni Pro Loco  0172421061
Ass.Tur. "La Torre" Pollenzo  0172458284
Biblioteca civica  0172413049
Museo scienze naturali  0172412010
Museo storico-archeologico  01720712423880
Centro polifunzionale  0172432440
Campo sportivo  0172426531
Campo hockey  0172426531
Palazzetto dello Sport  0172412912
Guardia medica  0172420377

MANIFESTAZIONI

NOTTE ROCK   luglio
FIERA DELLA MADONNA DEI FIORI
venerdì 8 settembre
FIERA DEL VITELLO DI RAZZA PIEMONTESE
venerdì 8 dicembre
I SAPORI DELLA NOSTRA TERRA
aprile 2001
ROERO IN FIORE, MOSTRA MERCATO DEL FLORIVIVAISMO
aprile 2001

BRA
PROFILO STORICO
 

FOSSANO
PROFILO STORICO
NUMERI UTILI

Informagiovani  0172695618
Biblioteca civica c/o Castello Acaja  017261976
Palestra  0172695020
Stadio comunale 0172694475
Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

17ª FIERA DEL VITELLO GRASSO
marzo 2001
TRADIZIONALE GIOSTRA DELL'OCA E PALIO DEI BORGHI
giugno 2001


NUMERI UTILI

Ufficio turistico  017284562
Biblioteca civica  017285336
Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

MOSTRA DEL COLLEZIONISMO E DELL'ANTIQUARIATO
domenica 29 ottobre

RACCONIGI
PROFILO STORICO

CAVALLERMAGGIORE
PROFILO STORICO
 
NUMERI UTILI

Biblioteca  0172381899
Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

FIERA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE
lunedì 28 agosto
FIERA DI OGNISSANTI
lunedì 6 novembre
FIERA DI PRIMAVERA
aprile 2001


NUMERI UTILI

Biblioteca  comunale  017588390
Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI
 
VERZUOLO
PROFILO STORICO

Verzuolo è un animato paese di circa seimila abitanti che sorge lungo la statale fra Cuneo e Saluzzo, composto da un nucleo medioevale denominato "La Villa", da un agglomerato moderno che si distende nella pianura e da diverse frazioni, di cui le più importanti sono Falicetto e Villanovetta.
Tanti centri in un solo paese, dunque, tanti paesaggi, tanti itinerari diversi da percorrere in pianura ed in collina alla sua scoperta.
Arrivando da Saluzzo, al termine del viale che fiancheggia la statale, si imbocca a destra la Via del Castello. Qui sorge appartata e quieta la Parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, eretta dai padri Cappuccini tra il 1706 ed il 1712.
Risalendo la via verso La Villa, si incontrano esigue tracce dell'antica Porta Capala che segna l'inizio del borgo medioevale fino al 1990, quando fu abbattuta a causa di un malaugurato incidente. Dopo pochi passi ci si trova su di un rustico slargo: è piazza Buttini, ove si affaccia la Chiesa della Confraternita, costruita fra il 1728 ed il 1749.
La via principale, valicato il ponte sul torrente, conduce adesso alla parte che costituisce il più antico nucleo abitativo di Verzuolo: il "ricetto", che sorse all'inizio del XI secolo ai piedi della rocca fortificata, nel cuneo formato dai due rivi che scendono dalla collina di Santa Cristina.
Oltrepassata la porta, ci si trova di fronte ai due manufatti più importanti del paese dal punto di vista artistico: l'Antica parrocchiale ed il campanile. Il campanile restaurato nel 1975 risale, nel primo piano, all'XI secolo, negli altri quattro al XII e sembra essere il più antico esemplare romanico della zona.
Nel corso del XI secolo, quando venne innalzato il campanile, nella volta della cella furono praticati dei fori per il passaggio delle funi delle campane, rovinando così gli affreschi della volta, che costituiscono un'importante testimonianza della pittura romanica del saluzzese, risalenti all'ultimo decennio dell'XI secolo e raffiguranti le storie di San Nicola di Bari.
Tornati all'esterno, rivarcata la soglia del ricetto, si passa davanti alla cappella della pietà, eretta nel 1712, spogliata dell'arredo e murata in seguito alla sconsacrazione che la colpì per la cremazione dell'ultimo proprietario.
Proseguendo la salita per la larga via di terra battuta, ci si inerpica verso la sommità della collina dove, a destra, si apre l'accesso al castello, a cui non sono purtroppo consentite le visite, essendo pericolante e di proprietà privata, ma nei mesi invernali si può scorgere qualche particolare della sua eccezionale imponenza, da alcuni punti panoramici sulla collina.
Palazzo drago, alla convergenza tra Via Marconi e Via Valcrosa, fu edificato nei primi anni del 180, e fu poi venduto nel 1873 al Comune di Verzuolo che ne fece la sua sede fino al 1962.
Uscita da Palazzo Drago, imboccando la discesa di Via Marconi, si giunge di fronte all'attuale sede del palazzo comunale. Al suo interno sono custoditi preziosi frammenti di un codice della Divina Commedia, risalenti alla seconda metà del XIV secolo. I frammenti (canti XXIII - XXVI - XXVIII - XXIX - XXX) a grandezza naturale sono visibili al pubblico. Attraversata la centrale Piazza Martiri, si giunge di fronte alla Cartiera Burgo, fondata nel 1905 dall'ing. Luigi Burgo. La cartiera, insieme con la Scott, costituisce un elemento essenziale dell'economia del territorio saluzzese.
Il largo corso pedonale è stato chiamato Paschero, perché in epoca medioevale era zona di libero pascolo. Come fondale allo scenario del Paschero, sta la Parrocchiale di Santa Maria della Scala in sobrio stile barocco, eretta tra il 1737 ed il 1790.
Altre bellezze di Verzuolo sono rintracciabili lungo la strada che porta alla collina di Santa Cristina; l'eremo di San grato, la cappella di San Bernardo e il santuario omonimo.
La salubrità dell'aria e la ricchezza di acque purissime hanno reso la collina di Santa Cristina, nei primi decenni di questo secolo, frequentato luogo di vacanza e oggi meta di escursioni estive.


MANTA
PROFILO STORICO
 
NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

FIERA di SAN LEONE MAGNO
domenica 27 agosto


collage di foto
NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

MAGGIO LAGNASCHESE   maggio
LIVE AMET   giugno

LAGNASCO
PROFILO STORICO
 

SCARNAFIGI
PROFILO STORICO
 
 

 

NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI
 

collage di foto
NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI
 
MONASTEROLO
PROFILO STORICO

GENOLA
PROFILO STORICO
 
NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                           147817817

MANIFESTAZIONI
 

NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI
 
FALICETTO
PROFILO STORICO

Falicetto, frazione di Verzuolo, è situata in un territorio piacevole da percorrere tanto più se la stagione è quella della fioritura delle numerose piante da frutto: meli, kiwi, peschi, albicocchi.
In questa frazione dove oggi lo spazio è occupato da moderne colture e da impianti all'avanguardia per la lavorazione e conservazione della frutta, stanno le più antiche origini documentabili di Verzuolo, risalenti alla dominazione romana.
Dopo le invasioni barbariche, vi si fermò la dominazione longobarda: la cronaca della novalesa riferisce che a Falicetto il duca Astolfo costruì un monastero femminile, dipendente da quello di Pagno; tale monastero fu poi distrutto dai saraceni e mai più ricostruito. Un altro monumento invece durò più a lungo: la chiesa di S.Giovanni Battista, pieve importante da cui dipendevano tutte le parrocchie della Valle Varaita. Nel 1831 questa chiesa ormai pericolante fu abbattuta e sotto le sue fondamenta furono ritrovati i resti dei più antichi edifici e lapidi romane spezzate. Muletti salvò una lapide in bel marmo bianco di Brossasco e la ricompose. Attualmente è visibile nel museo archeologico di Cuneo.
L'origine dell'attuale Chiesa parrocchiale risale alla peste del 1630, poichè fu eretta dai superstiti che ringraziavano per lo scampato pericolo e la consacrarono a San Bartolomeo.


CUNEO
PROFILO STORICO
collage di foto
NUMERI UTILI

Ufficio turismo e spettacoli  0171444276
                                            0171444288
Aeroporto internazionale di Cuneo  0172374374
Biblioteca  0171693593
Museo "Casa Galimberti"  0171693344
Museo civico  0171634175
Teatro Toselli  017164491
Auditorium Annunziata  0171695437
Campi calcio  0171692104
Campi tennis  0171602132
Padiglione Sport  017166204
Palazzetto dello Sport  0171344272
Piscine comunali  0171603611
Stadio comunale  017167069
Sferisterio comunale  0171696067
Canile municipale  0171412747

MANIFESTAZIONI

25ª "LA GRANDE FIERA d'ESTATE"
dal 25 agosto al 10 settembre
FIERA DEL MARRONE
dal 5 al 9 ottobre
73ª MOSTRA ORTOFRUTTICOLA CITTA' DI CUNEO
dall'8 al 10 ottobre
21ª MOSTRA NAZIONALE DI BOVINI DI RAZZA PIEMONTESE
18-19 novembre 
51ª MOSTRA ZOOTECNICA DI QUARESIMA
marzo 2001


NUMERI UTILI

Guardia medica  0172711417
                            147817817

MANIFESTAZIONI

MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E COLLEZIONISMO
domenica 9 aprile
MERCATO DELLA CERAMICA  E DEL VETRO D'ARTE
domenica 28 maggio
MERCATO DEL LIBRO ANTICO
domenica 9 luglio
MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E COLLEZIONISMO
domenica 17 settembre
MERCATO DEL GIOCATTOLO ANTICO E MODELLISMO D'OCCASIONE
domenica 15 ottobre
MERCATO DEI PRODOTTI BIOLOGICI
domenica 12 novembre
MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E COLLEZIONISMO
domenica 3 dicembre
RASSEGNA NAZIONALE DELL'ELICICOLTURA
.............................
CONCORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA "FERRUA"
luglio
CONCORSO NAZIONALE DI FOTOGRAFIA
domenica 11 giugno
CHERASCO FESTIVAL
7-8-9 luglio
MOSTRE D'ARTE (PALAZZO SALMATORIS)
GIORGIO DE CHIRICO
14 ottobre/17 dicembre

CHERASCO
PROFILO STORICO

La storia di Cherasco ha inizio nell'autunno del 1243, quando il marchese Manfredi Lancia, vicario imperiale e Sarlo di Drua, podestà di Alba, ordinarono la costruzione della città sul pianalto alla confluenza dei fiumi Tanaro e Stura, non lontano dal preesistente villaggio di Cherascotto, di probabile origine ligure e in epoca romana chiamato "Clarascum".
La scritta che campeggiava sul frontone della porta di San Martino: Clarasciportae sunt Albae viribus ortae, fu ben presto dimenticata dai cittadini cheraschesi che già nel 1259 si diedero a Carlo d'Angiò acquisendoin tal modo una propria personalità giuridica e l'indipendenza dal Comune di Alba.
Nel 1277, Cherasco entrò a far parte della lega antiangioina, insieme ad Asti, Alba e Chieri, ribadendo ancora la sua condizione di comune ormai libero e indipendente.
Tale indipendenza ebbe termine già nel 1303, quando la città passò ancora una volta sotto il dominio degli Angiò, sconfitti poi nel 1347 da Amedeo VI di Savoia.
I Cheraschesi si consegnarono quindi al vincitore.
Nel 1348, Luchino Visconti, Duca di Milano, impossessatosi di Asti e Bra, assediò Cherasco e l'occupò.
Per migliorare le già ottime strutture difensive della città, egli vi fece costruire il castello che ancora oggi possiamo ammirare.
Nel 1388, la città fu costituita in dote per Valentina, figlia di Gian Galeazzo Visconti, che andava sposa a Luigi d'Orleans, fratello del Re di Francia, Carlo VII.
Con il trattato di Cambrai del 1529, che poneva termine alle lotte tra Francesco I e Carlo V, Cherasco ritornò ai Savoia, ma la pace fu di breve durata.
Contesa tra spagnoli e francesi la città subì negli anni successivi assedi e occupazioni.
Nel 1559, la pace di Cateau - Cambrésis, pose termine all'aspra contesa e Cherasco ritornò definitivamente ai Savoia nella persona di Emanuele Filiberto.
Iniziò quindi, un periodo di pace caratterizzato da una grande attività, soprattutto in campo edilizio; si riadattarono le chiese, si riedificarono le case, si abbellirono i palazzi, le mura della città furono ricostruite secondo il disegno dell'architetto Ascanio Vittozzi, il castello, in parte demolito, fu rimesso a nuovo.
Ma di nuovo divampò la guerra e questa volta ad essa si aggiunse la peste che nel 1630 si diffuse in tutto il Piemonte; Cherasco immune dal contagio ospitò la corte che, con tutto il seguito, si era allontanata da Torino.
L'anno seguente soggiornarono a Cherasco i plenipotenziari di Austria, Francia,Spagna, Mantova e Monferrato, il Cardinale Mazzarino e il Re Vittorio Amedeo I che vi firmarono la pace che poneva termine alla guerra per la successione di Mantova e Monferrato.
Nel 1696, quando nuovamente infuriava la guerra, Cherasco ottenne il titolo di Contessa di Narzole per meriti militari.
Nel 1706 la corte, ritiratasi da Torino assediata dai francesi, soggiornò ancora a Cherasco.
Seguirono anni di pace che videro affermarsi artisti cheraschesi come Sebastiano Taricco e Nicola Vercellone; si costruirono e si abbellirono chiese e palazzi, si riedificò l'ospedale, si istituì l'ospizio di carità.
Il secolo XVIII doveva tuttavia terminare ancora con la guerra: la rivoluzione francese, oltrepassati i propri confini territoriali raggiunse il Piemonte; i francesi assediarono Cherasco al comando del Generale Massena e il 25 aprile1796, il sindaco consegnò le chiavi della città.
Poche ore dopo, Napoleone entrò in Cherasco e prese alloggio in PalazzoSalmatoris, dove il 27 aprile, alla presenza dei plenipotenziari La Tour e Costa di Beauregard, dettò le condizioni della resa incondizionata.
Fu quella l'ultima delle molte paci firmate a Cherasco a partire dalla sua fondazione, caratteristica questa che valse alla città il titolo di Urbs firmissima pacis che accompagna lo stemma cheraschese.
Nel nome della "liberté, fraternité, egualité", le insegne nobiliari furono tolte dai palazzi, le corone degli stemmi scalpellate dai banchi delle chiese e il 24 gennaio del 1799 eretto l'albero della libertà, le pergamene attestanti i titoli e le armi gentilizie della quasi totalità delle famiglie nobili cheraschesi, furono date alle fiamme.
Furono abbattute le mura e sostituite dai bellissimi viali che racchiudono il centro storico.
I terreni posti intorno ai viali e sui bastioni e che facevano parte delle fortificazioni costituirono la cascina Recinto che Napoleone donò all'Ospizio di carità.
Le comunità religiose furono soppresse e alcune chiese con annessi monasteri destinate ad altro uso.
Con il secolo XVIII, Cherasco concluse la sua partecipazione come protagonista della storia; gli importanti avvenimenti successivi si svolsero altrove, anche se molti cheraschesi vi presero parte: le lapidi sulle facciate del Palazzo comunale e di alcune case e i monumenti ai caduti innalzati nei giardini prospicienti la chiesa della Madonnina delle Grazie ricordano coloro che non vi fecero più ritorno.