| SALUZZO |
| PROFILO
STORICO |
|
Di
antichissima origine, è citata per la prima volta in un
documento del 1028. Nel 1142 ha inizio il marchesato di
Saluzzo, con Manfredo I, figlio di Bonifacio del Vasto. Il
piccolo stato, che vivrà indipendente fino al 1548 ha un
periodo di grande splendore col marchese Ludovico II che vi
introduce l'arte tipografica, promuove la lingua italiana,
batte moneta e raduna alla sua corte artisti e
letterati. L'esistenza
politica del marchesato saluzzese cessa in seguito alla sua
conquista da parte francese. Nel 1588 passa sotto il dominio
dei Savoia e da questo momento segue le sorti del Piemonte
sud-occidentale. Il maggior
fascino di Saluzzo risiede nel suo centro storico, ancor oggi
racchiuso nei resti del tracciato delle sue antiche mura,
nelle quali si aprono le porte di S.Maria e di Porta Vacca,
rispettivamente in Piazza Risorgimento e alla fine di Corso
Italia, che collegano la parte bassa con la parte alta della
città, attraverso la piazzetta di S.Maria, Via Palazzo di
Città e altre strette vie che salgono al municipio e verso il
castello. I monumenti che
rendono Saluzzo una cittadina molto interessante sono: la
Cattedrale, costruita dal 1491 al 1501 fuori le mura, la
chiesa di S.Giovanni, iniziata nel 1281 ed ampliata nei secoli
successivi, Casa Cavassa, tipica residenza signorile del 400,
conservata intatta con notevoli saloni, mobili, soffitti e
logge, che ospita il Museo Civico ed i cimeli e ricordi di
Silvio Pellico. Il Castello che fa da scenario di chiusura
alla "Salita al Castello" tutta fiancheggiata da case
medioevali di rara bellezza, i Portici Scuri di Via Volta,
larghi, bassi e tenebrosi. La Torre Comunale (antico palazzo
del Comune) e il campanile di S.Giovanni rimangono il simbolo
della città. Interessante anche l'antica fontana della
"Drancia", di fronte al
castello. Nel XVII secolo la
città vede sorgere sulla collina a sud-ovest numerose ville
per opera di nobili torinesi e genovesi. Per arredare questi
insediamenti signorili, ha inizio a Saluzzo la lavorazione del
"Mobile d'arte" che fa ancora oggi della città uno dei
maggiori centri artigianali nazionali, con centinaia di
botteghe e laboratori. In
tempi recenti codesto artigianato è stato valorizzato
dall'ingegnosità di maestri moderni, che hanno creato una
nuova tradizione di gusto e di stili. Importanti appuntamenti
sono così le due rassegne specializzate che da anni la città
propone: in maggio la mostra nazionale dell'Antiquariato e, a
settembre, la Mostra Mercato Nazionale dell'Artigianato
Artistico e
dell'Antiquariato. La città
oggi in pieno sviluppo aziendale e commerciale, ha una
biblioteca, un nuovo Istituto Professionale, il Liceo Classico
e Scientifico, un Istituto Magistrale, un Istituto Statale
d'Arte, una scuola civica di musica, un museo civico in Casa
Cavassa. Sviluppatissima è l'agricoltura a carattere intensivo
(frutteti e allevamento del
bestiame). Il volto della
città è da scoprire per coglierne lineamenti antichi e moderni
di apprezzabile valore
umano. | |
|
|

|
|
NUMERI
UTILI |
|
Uffficio
turistico 017546710 Museo civico
017541455 Biblioteca civica
017543559 Palasport 017547090 Piscina
comunale 0175249798 Guardia medica
0172711417
1478817817 |
|
MANIFESTAZIONI |
|
FESTA DI SAN
CHIAFFREDO
domenica 3 settembre
62ª MOSTRA NAZIONALE DI ARTIGIANATO, ARREDAMENTO E ANTIQUARIATO
DI SALUZZO
dal 23 settembre all'8 ottobre
24ª MOSTRA NAZIONALE DI ANTIQUARIATO DI SALUZZO
maggio 2001 | |
 |
| NUMERI UTILI |
|
Ufficio turistico 017221566 Museo
Gipsoteca 0172712982 Biblioteca civica
017222727 Palazzetto dello Sport
017221548 Bocciodromo 017231734 Bocciodromo Vita
Nova 0172715585 Piscina 0172711452 Guardia
medica
0172711417
147888088
|
|
MANIFESTAZIONI |
|
LE VIE DEI
SAPORI maggio QUINTESSENZA maggio ESTATE IN CITTA'
giugno-luglio OTTOBRANDO settembre
20ª FIERA DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA
marzo 2001 | |
|
| SAVIGLIANO |
| PROFILO
STORICO |
|
Ricordata in
un documento del 18 agosto 981 come "Villa Saviliani",
Savigliano venne eretta a libero Comune nel XII secolo.
Appartenne alternativamente agli Angioini, agli Acaja, infine
ai Savoia che la scelsero spesso per vacanze e lunghe
residenze. Per due anni, dal 1434 fu l'unica sede
dell'Università piemontese. Il XV e XVII furono i secoli della
Scuola artistica saviglianese che tramite Giovanni Antonio
Molineri ebbe il merito di portare in Piemonte, e tra le prime
in nord Italia, il realismo di Cravaggio. Centro della
città e luogo ideale da cui partire per una visita al centro
storico è piazza Santa Rosa, uno degli esempi meglio
conservati di piazza foranea medievale in Italia. La sua
formazione risale al XII secolo, mentre degni di nota sono i
portici romano-gotici, la cui estensione è tra le più vaste in
Italia. Troviamo in tale piazza la Torre Civica di origine
duecentesca, l'Arco trionfale e l'antico Palazzo di
Città. Attraverso l'Arco Trionfale si entra nel quartiere
dell'aristocrazia; in via Sant'Andrea si trova la Chiesa
Abbaziale di S.Andrea di fronte alla quale si trova Palazzo
Taffini d'Acceglio, costruito nei primi anni del 1600. Poco
lontano è la Chiesa di S.M. della Pieve, edificata verso il
Mille e ricostruita nel 1767. In via Jerusalem troviamo
Palazzo Muratori Cravetta, esmpio unico di architettura
manierista in Piemonte; proseguendo si giunge presso il Civico
Teatro Milanollo (detto anche piccolo Carignano), costruito
dall'arch. M.Eula nel 1834-1836 e intitolato alla due sorelle
saviglianesi, celebri violiniste. In piazzetta Molineri si
trova l'antica Abbazia Benedettina di San Pietro. La chiesa di
gusto romanico è stata modificata nel '600 da Giovenale
Boetto. Percorrendo la pedonale via Tapparelli si giunge in
piazza Cesare Battisti dove si trova la Confraternita della
Pietà, la cui facciata, tutt'una con il campanile, si
configura come un altare e richiama i prospetti delle chiese
del Borromini. Ville, palazzi, castelli, santuari,
arricchiscono la laboriosa campagna circostante Savigliano.
Verso Saluzzo si trovano la Villa privata della Viancina e,
poco distante, nei pressi di una cascina, la Cappella
Campestre di San Giuliano, con affreschi del '400 riproducenti
le storie del Santo. A circa sei chilometri verso
Costigliole Sauzzo, la Villa del Maresco, residenza signorile
del '500, è arricchita da curiosi affreschi coevi, opera dei
fratelli Arbaudi, visibile solo esternamente. Verso la
frazione Sanità, il Santuario omonimo, è interessante anche
per una importante galleria di ex-voto. Di origine medievale
sono i Castelli privati di Solere e Suniglia. Settecentesca è
la villa Santa Rosa con il suo bel parco. L'antico Mulino di
Suniglia, recentemente restaurato, offre un interessante
spaccato di vita
contadina. | |
|
|
|
| collage di
foto |
| NUMERI UTILI |
|
Informagiovani
017335580 Biblioteca civica e museo
0173290092 Palazzo mostre e congressi
0173362806 Teatro sociale 017335189 Canile
municipale 0173362000 Palazzetto dello Sport
0173293237 Guardia medica 0173316316
|
| MANIFESTAZIONI |
|
70ª FIERA
NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO
dall'1 al 22 ottobre
25ª RASSEGNA DEI GRANDI VINI
aprile 2001
| |
| collage di foto |
| NUMERI UTILI |
|
Ufficio turismo e manifestazioni
0172438324 Informagiovani 0172438341 Ente
manifestazioni Pro Loco 0172421061 Ass.Tur. "La
Torre" Pollenzo 0172458284 Biblioteca civica
0172413049 Museo scienze naturali 0172412010 Museo
storico-archeologico 01720712423880 Centro
polifunzionale 0172432440 Campo sportivo
0172426531 Campo hockey 0172426531 Palazzetto
dello Sport 0172412912 Guardia medica
0172420377
|
| MANIFESTAZIONI |
|
NOTTE ROCK luglio
FIERA DELLA MADONNA DEI FIORI
venerdì 8 settembre
FIERA DEL VITELLO DI RAZZA PIEMONTESE
venerdì 8 dicembre
I SAPORI DELLA NOSTRA TERRA
aprile 2001
ROERO IN FIORE, MOSTRA MERCATO DEL FLORIVIVAISMO
aprile 2001
| |
|
|
|
|
|
 |
| NUMERI UTILI |
|
Informagiovani
0172695618 Biblioteca civica c/o Castello Acaja
017261976 Palestra 0172695020 Stadio comunale
0172694475 Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
17ª FIERA DEL VITELLO
GRASSO
marzo 2001
TRADIZIONALE GIOSTRA DELL'OCA E PALIO DEI BORGHI
giugno 2001
| |
 |
| NUMERI UTILI |
|
Ufficio turistico
017284562 Biblioteca civica 017285336 Guardia
medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
MOSTRA DEL
COLLEZIONISMO E DELL'ANTIQUARIATO
domenica 29 ottobre
| |
|
| RACCONIGI |
| PROFILO
STORICO |
| |
| CAVALLERMAGGIORE |
| PROFILO
STORICO |
| | |
|
 |
| NUMERI UTILI |
|
Biblioteca 0172381899 Guardia
medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
FIERA BEATA VERGINE
DELLE GRAZIE
lunedì 28 agosto
FIERA DI OGNISSANTI
lunedì 6 novembre
FIERA DI PRIMAVERA
aprile 2001
| |
 |
| NUMERI UTILI |
|
Biblioteca comunale
017588390 Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
| | |
|
| VERZUOLO |
| PROFILO
STORICO |
|
Verzuolo è
un animato paese di circa seimila abitanti che sorge lungo la
statale fra Cuneo e Saluzzo, composto da un nucleo medioevale
denominato "La Villa", da un agglomerato moderno che si
distende nella pianura e da diverse frazioni, di cui le più
importanti sono Falicetto e Villanovetta. Tanti centri in
un solo paese, dunque, tanti paesaggi, tanti itinerari diversi
da percorrere in pianura ed in collina alla sua
scoperta. Arrivando da Saluzzo, al termine del viale che
fiancheggia la statale, si imbocca a destra la Via del
Castello. Qui sorge appartata e quieta la Parrocchiale dei
Santi Filippo e Giacomo, eretta dai padri Cappuccini tra il
1706 ed il 1712. Risalendo la via verso La Villa, si
incontrano esigue tracce dell'antica Porta Capala che segna
l'inizio del borgo medioevale fino al 1990, quando fu
abbattuta a causa di un malaugurato incidente. Dopo pochi
passi ci si trova su di un rustico slargo: è piazza Buttini,
ove si affaccia la Chiesa della Confraternita, costruita fra
il 1728 ed il 1749. La via principale, valicato il ponte
sul torrente, conduce adesso alla parte che costituisce il più
antico nucleo abitativo di Verzuolo: il "ricetto", che sorse
all'inizio del XI secolo ai piedi della rocca fortificata, nel
cuneo formato dai due rivi che scendono dalla collina di Santa
Cristina. Oltrepassata la porta, ci si trova di fronte ai
due manufatti più importanti del paese dal punto di vista
artistico: l'Antica parrocchiale ed il campanile. Il campanile
restaurato nel 1975 risale, nel primo piano, all'XI secolo,
negli altri quattro al XII e sembra essere il più antico
esemplare romanico della zona. Nel corso del XI secolo,
quando venne innalzato il campanile, nella volta della cella
furono praticati dei fori per il passaggio delle funi delle
campane, rovinando così gli affreschi della volta, che
costituiscono un'importante testimonianza della pittura
romanica del saluzzese, risalenti all'ultimo decennio dell'XI
secolo e raffiguranti le storie di San Nicola di
Bari. Tornati all'esterno, rivarcata la soglia del ricetto,
si passa davanti alla cappella della pietà, eretta nel 1712,
spogliata dell'arredo e murata in seguito alla sconsacrazione
che la colpì per la cremazione dell'ultimo
proprietario. Proseguendo la salita per la larga via di
terra battuta, ci si inerpica verso la sommità della collina
dove, a destra, si apre l'accesso al castello, a cui non sono
purtroppo consentite le visite, essendo pericolante e di
proprietà privata, ma nei mesi invernali si può scorgere
qualche particolare della sua eccezionale imponenza, da alcuni
punti panoramici sulla collina. Palazzo drago, alla
convergenza tra Via Marconi e Via Valcrosa, fu edificato nei
primi anni del 180, e fu poi venduto nel 1873 al Comune di
Verzuolo che ne fece la sua sede fino al 1962. Uscita da
Palazzo Drago, imboccando la discesa di Via Marconi, si giunge
di fronte all'attuale sede del palazzo comunale. Al suo
interno sono custoditi preziosi frammenti di un codice della
Divina Commedia, risalenti alla seconda metà del XIV secolo. I
frammenti (canti XXIII - XXVI - XXVIII - XXIX - XXX) a
grandezza naturale sono visibili al pubblico. Attraversata la
centrale Piazza Martiri, si giunge di fronte alla Cartiera
Burgo, fondata nel 1905 dall'ing. Luigi Burgo. La cartiera,
insieme con la Scott, costituisce un elemento essenziale
dell'economia del territorio saluzzese. Il largo corso
pedonale è stato chiamato Paschero, perché in epoca medioevale
era zona di libero pascolo. Come fondale allo scenario del
Paschero, sta la Parrocchiale di Santa Maria della Scala in
sobrio stile barocco, eretta tra il 1737 ed il 1790. Altre
bellezze di Verzuolo sono rintracciabili lungo la strada che
porta alla collina di Santa Cristina; l'eremo di San grato, la
cappella di San Bernardo e il santuario omonimo. La
salubrità dell'aria e la ricchezza di acque purissime hanno
reso la collina di Santa Cristina, nei primi decenni di questo
secolo, frequentato luogo di vacanza e oggi meta di escursioni
estive. | |
|
|
|
 |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
FIERA di SAN LEONE
MAGNO
domenica 27 agosto
| |
| collage di foto |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
MAGGIO LAGNASCHESE
maggio LIVE AMET
giugno
| |
|
|
| SCARNAFIGI |
| PROFILO
STORICO |
| | |
|
 |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
| | |
| collage di foto |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
| | |
|
| MONASTEROLO |
| PROFILO
STORICO |
| |
|
|
|
 |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417 147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
| | |
 |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
| | |
|
| FALICETTO |
| PROFILO
STORICO |
|
Falicetto,
frazione di Verzuolo, è situata in un territorio piacevole da
percorrere tanto più se la stagione è quella della fioritura
delle numerose piante da frutto: meli, kiwi, peschi,
albicocchi. In questa
frazione dove oggi lo spazio è occupato da moderne colture e
da impianti all'avanguardia per la lavorazione e conservazione
della frutta, stanno le più antiche origini documentabili di
Verzuolo, risalenti alla dominazione
romana. Dopo le invasioni
barbariche, vi si fermò la dominazione longobarda: la cronaca
della novalesa riferisce che a Falicetto il duca Astolfo
costruì un monastero femminile, dipendente da quello di Pagno;
tale monastero fu poi distrutto dai saraceni e mai più
ricostruito. Un altro monumento invece durò più a lungo: la
chiesa di S.Giovanni Battista, pieve importante da cui
dipendevano tutte le parrocchie della Valle Varaita. Nel 1831
questa chiesa ormai pericolante fu abbattuta e sotto le sue
fondamenta furono ritrovati i resti dei più antichi edifici e
lapidi romane spezzate. Muletti salvò una lapide in bel marmo
bianco di Brossasco e la ricompose. Attualmente è visibile nel
museo archeologico di
Cuneo. L'origine dell'attuale
Chiesa parrocchiale risale alla peste del 1630, poichè fu
eretta dai superstiti che ringraziavano per lo scampato
pericolo e la consacrarono a San
Bartolomeo. | |
|
|
|
| collage di
foto |
| NUMERI UTILI |
|
Ufficio turismo e spettacoli
0171444276
0171444288 Aeroporto internazionale di Cuneo
0172374374
Biblioteca 0171693593 Museo "Casa
Galimberti" 0171693344 Museo civico
0171634175 Teatro Toselli 017164491 Auditorium
Annunziata 0171695437 Campi calcio
0171692104 Campi tennis 0171602132 Padiglione
Sport 017166204 Palazzetto dello Sport
0171344272 Piscine comunali 0171603611 Stadio
comunale 017167069 Sferisterio comunale
0171696067 Canile municipale 0171412747
|
| MANIFESTAZIONI |
|
25ª "LA GRANDE
FIERA d'ESTATE"
dal 25 agosto al 10 settembre
FIERA DEL MARRONE
dal 5 al 9 ottobre
73ª MOSTRA ORTOFRUTTICOLA CITTA' DI CUNEO
dall'8 al 10 ottobre
21ª MOSTRA NAZIONALE DI BOVINI DI RAZZA PIEMONTESE
18-19 novembre
51ª MOSTRA ZOOTECNICA DI QUARESIMA
marzo 2001
| |
 |
| NUMERI UTILI |
|
Guardia medica
0172711417
147817817
|
| MANIFESTAZIONI |
|
MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E
COLLEZIONISMO domenica 9 aprile MERCATO DELLA
CERAMICA E DEL VETRO D'ARTE domenica 28
maggio MERCATO DEL LIBRO ANTICO domenica 9
luglio MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E
COLLEZIONISMO domenica 17 settembre MERCATO DEL
GIOCATTOLO ANTICO E MODELLISMO D'OCCASIONE domenica 15
ottobre MERCATO DEI PRODOTTI BIOLOGICI domenica 12
novembre MERCATO DELL'ANTIQUARIATO E
COLLEZIONISMO domenica 3 dicembre RASSEGNA NAZIONALE
DELL'ELICICOLTURA ............................. CONCORSO
INTERNAZIONALE DI MUSICA "FERRUA" luglio CONCORSO
NAZIONALE DI FOTOGRAFIA domenica 11 giugno CHERASCO
FESTIVAL 7-8-9 luglio MOSTRE D'ARTE (PALAZZO
SALMATORIS) GIORGIO DE CHIRICO 14 ottobre/17
dicembre
| |
|
| CHERASCO |
| PROFILO
STORICO |
|
La storia di
Cherasco ha inizio nell'autunno del 1243, quando il marchese
Manfredi Lancia, vicario imperiale e Sarlo di Drua, podestà di
Alba, ordinarono la costruzione della città sul pianalto alla
confluenza dei fiumi Tanaro e Stura, non lontano dal
preesistente villaggio di Cherascotto, di probabile origine
ligure e in epoca romana chiamato "Clarascum". La scritta
che campeggiava sul frontone della porta di San Martino:
Clarasciportae sunt Albae viribus ortae, fu ben presto
dimenticata dai cittadini cheraschesi che già nel 1259 si
diedero a Carlo d'Angiò acquisendoin tal modo una propria
personalità giuridica e l'indipendenza dal Comune di
Alba. Nel 1277, Cherasco entrò a far parte della lega
antiangioina, insieme ad Asti, Alba e Chieri, ribadendo ancora
la sua condizione di comune ormai libero e
indipendente. Tale indipendenza ebbe termine già nel 1303,
quando la città passò ancora una volta sotto il dominio degli
Angiò, sconfitti poi nel 1347 da Amedeo VI di Savoia. I
Cheraschesi si consegnarono quindi al vincitore. Nel 1348,
Luchino Visconti, Duca di Milano, impossessatosi di Asti e
Bra, assediò Cherasco e l'occupò. Per migliorare le già
ottime strutture difensive della città, egli vi fece costruire
il castello che ancora oggi possiamo ammirare. Nel 1388, la
città fu costituita in dote per Valentina, figlia di Gian
Galeazzo Visconti, che andava sposa a Luigi d'Orleans,
fratello del Re di Francia, Carlo VII. Con il trattato di
Cambrai del 1529, che poneva termine alle lotte tra Francesco
I e Carlo V, Cherasco ritornò ai Savoia, ma la pace fu di
breve durata. Contesa tra spagnoli e francesi la città subì
negli anni successivi assedi e occupazioni. Nel 1559, la
pace di Cateau - Cambrésis, pose termine all'aspra contesa e
Cherasco ritornò definitivamente ai Savoia nella persona di
Emanuele Filiberto. Iniziò quindi, un periodo di pace
caratterizzato da una grande attività, soprattutto in campo
edilizio; si riadattarono le chiese, si riedificarono le case,
si abbellirono i palazzi, le mura della città furono
ricostruite secondo il disegno dell'architetto Ascanio
Vittozzi, il castello, in parte demolito, fu rimesso a
nuovo. Ma di nuovo divampò la guerra e questa volta ad essa
si aggiunse la peste che nel 1630 si diffuse in tutto il
Piemonte; Cherasco immune dal contagio ospitò la corte che,
con tutto il seguito, si era allontanata da Torino. L'anno
seguente soggiornarono a Cherasco i plenipotenziari di
Austria, Francia,Spagna, Mantova e Monferrato, il Cardinale
Mazzarino e il Re Vittorio Amedeo I che vi firmarono la pace
che poneva termine alla guerra per la successione di Mantova e
Monferrato. Nel 1696, quando nuovamente infuriava la
guerra, Cherasco ottenne il titolo di Contessa di Narzole per
meriti militari. Nel 1706 la corte, ritiratasi da Torino
assediata dai francesi, soggiornò ancora a
Cherasco. Seguirono anni di pace che videro affermarsi
artisti cheraschesi come Sebastiano Taricco e Nicola
Vercellone; si costruirono e si abbellirono chiese e palazzi,
si riedificò l'ospedale, si istituì l'ospizio di carità. Il
secolo XVIII doveva tuttavia terminare ancora con la guerra:
la rivoluzione francese, oltrepassati i propri confini
territoriali raggiunse il Piemonte; i francesi assediarono
Cherasco al comando del Generale Massena e il 25 aprile1796,
il sindaco consegnò le chiavi della città. Poche ore dopo,
Napoleone entrò in Cherasco e prese alloggio in
PalazzoSalmatoris, dove il 27 aprile, alla presenza dei
plenipotenziari La Tour e Costa di Beauregard, dettò le
condizioni della resa incondizionata. Fu quella l'ultima
delle molte paci firmate a Cherasco a partire dalla sua
fondazione, caratteristica questa che valse alla città il
titolo di Urbs firmissima pacis che accompagna lo
stemma cheraschese. Nel nome della "liberté, fraternité,
egualité", le insegne nobiliari furono tolte dai palazzi, le
corone degli stemmi scalpellate dai banchi delle chiese e il
24 gennaio del 1799 eretto l'albero della libertà, le
pergamene attestanti i titoli e le armi gentilizie della quasi
totalità delle famiglie nobili cheraschesi, furono date alle
fiamme. Furono abbattute le mura e sostituite dai
bellissimi viali che racchiudono il centro storico. I
terreni posti intorno ai viali e sui bastioni e che facevano
parte delle fortificazioni costituirono la cascina Recinto che
Napoleone donò all'Ospizio di carità. Le comunità religiose
furono soppresse e alcune chiese con annessi monasteri
destinate ad altro uso. Con il secolo XVIII, Cherasco
concluse la sua partecipazione come protagonista della storia;
gli importanti avvenimenti successivi si svolsero altrove,
anche se molti cheraschesi vi presero parte: le lapidi sulle
facciate del Palazzo comunale e di alcune case e i monumenti
ai caduti innalzati nei giardini prospicienti la chiesa della
Madonnina delle Grazie ricordano coloro che non vi fecero più
ritorno. | |

|